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Questo servizio è svolto in collaborazione con la Societа Italiana di Tricologia (S.I.Tri)

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Questo test, basato su indicazioni anamnestiche, deve essere inteso solo come “orientativo” e non può sostituire la diagnosi di un medico

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Come definiresti la tua caduta di capelli ?

Penso che il tuo problema sia un
“Telogen Effluvium”

Si parla di Telogen Effluvium per indicare la forma più frequente di caduta di capelli in conseguenza di uno stress psichico o fisico.
Il telogen effluvium consiste in un aumento transitorio della caduta dei normali capelli “a clava” (in fase telogen) dai follicoli a riposo del cuoio capelluto. Tale processo è conseguente ad un accelerato passaggio dalla fase anagen (fase di crescita) alla fase catagen ed infine alla fase telogen (fase di riposo) e si manifesta clinicamente con un aumento della caduta quotidiana dei capelli.

Quali sono le cause?

Le cause del telogen effluvium possono essere suddivise in due gruppi:

  • stress fisico: Con il termine di stress fisico si intendono tutti quei fattori che influiscono sulla crescita del follicolo: gravidanza seguita da aborto o da parto, sospensione o cambiamento di un contraccettivo orale, intervento chirurgico con anestesia totale, trauma fisico, dieta severa con notevole calo ponderale in breve periodo di tempo e malattie importanti, specialmente se con febbre alta.
  • stress psichico: Nel concetto di stress psichico rientrano numerose situazioni quali: incidente automobilistico, trasloco, matrimonio, problemi affettivi o familiari, esami universitari e non.

E’ molto frequente?

Il telogen effluvium è la causa più frequente di caduta di capelli (assai più dell’alopecia androgenetica). Può manifestarsi a qualunque età, senza predilezione di sesso.

Come si manifesta?

Il paziente presenta un notevole incremento della caduta dei capelli con un diradamento di grado variabile. La maggior parte dei pazienti è molto ansiosa, temendo di diventare calva. Spesso si recano dal dermatologo con un sacchetto di plastica contenente i capelli caduti. L’evento scatenante la caduta la precede di circa 6-16 settimane.
Obbiettivamente si osserva una caduta diffusa di capelli. Facendo scorrere le dita tra i capelli del paziente, ad ogni passaggio possono cadere moltissimi capelli, i quali sono tutti in fase telogen ed hanno il caratteristico aspetto “a clava”. La caduta dei capelli interessa diffusamente tutto il cuoio capelluto, comprese le parti laterali e posteriori della testa.
Se la caduta è abbastanza significativa da provocare un diradamento, l’alopecia risulta evidente su tutto il cuoio capelluto. Si osservano nuovi capelli corti in ricrescita, i quali sono più sottili rispetto ai capelli vecchi e hanno le estremità assottigliate. Spesso l’evento scatenente il telogen effluvium influisce anche sulla crescita delle unghie.

Quale è la prognosi?

La completa ricrecita dei capelli è abitualmente la regola. Solo nel telogen defluvium postpartum, se la caduta dei capelli è grave e si ripete alle gravidanze successive, la ricrescita può non essere completa. Il telogen effluvium può persistere fino ad un anno dopo l’evento scatenente.

Come si cura?

La prima cosa da fare è eseguire una serie completa di accertamenti per identificare la causa del telogen effluvium.
Pertanto è necessario eseguire degli esami ematici per accertare eventuali alterazioni tiroidee, una carenza di ferro o di altri minerali, un’alterazione nella produzione proteica. Dal punto di vista strettamente terapeutico spesso non è necessario alcun intervento. Il paziente deve essere rassicurato che il processo fa parte di un normale ciclo di crescita e di caduta dei capelli e che la ricrescita dei capelli è la norma nella maggior parte dei casi. Nelle situazioni di maggiore caduta, è possibile ricorrere all’utilizzo di prodotti topici farmacologici contenenti idrocortisone (Locoidon, Scalpicin etc) e/o lozioni cosmetiche a base di rame peptidi (K-Max copper peptides scalp&follicle spray) che stimolano la corretta ricrescita andando ad agire anche sulla componente infiammatoria.
Possono altresì risultare utili integratori alimentari a base di MSM (metilsulfonilmetano) o NAC (N-acetil-cisteina) che concorrono a favorire una sana e corretta cheratinizzazione e velocizzano la ri-crescita naturale del fusto del capello dopo l’intensa caduta.

Approfondimenti

Quale è il tuo sesso?

Quale è il tuo sesso?

Penso che tu sia affetto da
“Alopecia Androgenetica Femminile”

Nella donna l’alopecia androgenetica è meno frequente rispetto al maschio ma sembra che negli ultimi decenni vi sia stato un aumento netto di incidenza.
Clinicamente l’alopecia androgenetica femminile si manifesta spesso, secondo quanto descritto da Ludwig (1977), in tre stadi nei quali, progressivamente, l’area del vertice e in minor misura quella delle zone parietali, si diradano pur persistendo sempre una banda frontale di capelli, zona dove questi sono presumibilmente solo testosterone sensibili, (2-3 cm nello stadio I, 1 cm negli stadi II e III). Nello stadio I l’area diradata ha un asse maggiore antero-posteriore e negli stadi II e III si allarga via via anche in senso latero-laterale. Anche nello stadio III tuttavia, a differenza del maschio, l’area non è mai completamente calva e persistono capelli “normali” insieme ai miniaturizzati.

Nella donna l’alopecia androgenetica non inizia generalmente prima dei 30-40 anni di età e il diradamento prosegue lentamente fino alle età più avanzate.

Calvizie.net mette a disposizione una intera sezione dedicata alla Calvizie della donna per approfondire questo argomento.

Penso che tu sia affetto da
“Alopecia Androgenetica (Calvizie comune)”

E’ la forma più frequente delle alopecie “definitive” non cicatriziali. E’ detta anche, con termini tutti riduttivi, seborroica, precoce, maschile. Lo stesso termine di “androgenetica” è da considerare riduttivo ed impreciso. E’ caratterizzata da iniziale perdita dei capelli del vertice e successivo coinvolgimento alopecico di tutta la parte alta del cuoio capelluto, con tipico risparmio della nuca e delle tempie, fino alla calvizie “a corona”. L’alopecia androgenetica è accompagnata spesso, ma non costantemente, da seborrea e desquamazione furfuracea.
La calvizie comune è ampiamente approfondita in Calvizie.net, in quanto rappresenta proprio la forma più diffusa di caduta dic apelli. Ti invitiamo pertanto ad approfondire questo argomento prendendo visione del vastissimo materiale disponibile sul portale.

Probabilmente la tua è una forma di
“Alopecia Congenita”

Una alopecia ed una ipotrichia possono avere una origine genetica, e in questo senso anche la stessa alopecia androgenetica comune può essere giustamente considerata in questo gruppo ma, a rigore, consideriamo una serie di sindromi, molte di queste sovrapponibili, che hanno fra i loro sintomi l’ipotricosi o l’alopecia. Queste situazioni genetiche vanno almeno conosciute per evitare a questi pazienti cure farmacologiche chiaramente inutili e speranze seguite da inevitabili delusioni. Ricordiamo solo le forme principali o più curiose e subito notiamo come l’assenza totale o parziale dei capelli può presentarsi come fattore genetico isolato o, al contrario, in associazione ad anomalie di altri organi ed ad anomalie della struttura del fusto pilare.

Penso che tu sia affetto da
“Alopecia Areata”

L’Alopecia Areata, con l’alopecia androgenetica, e’ sicuramente la forma più “coinvolgente” fra le alopecie non cicatriziali. E’ generalmente caratterizzata da una o piu’ chiazze, rotondeggianti od ovalari, di diametro medio di 3-4 cm, prive di capelli o di peli (in particolar modo della regione della barba), senza alterazioni (talvolta e’ presente leggera e reversibile atrofia dell’epidermide) e segni clinici di infiammazione (solo in rari casi il colorito puo’ essere roseo e associato a modesto edema), con follicoli piliferi conservati (ma talvolta non visibili ad occhio nudo) ed apparentemente indenni. La cute puo’ apparire leggermente ipotonica (iperlassita’ probabilmente dovuta alla scomparsa delle radici dei capelli). Alla periferia delle chiazze, che hanno tendenza ad allargarsi in modo centrifugo, sono presenti dei piccoli capelli in fase anagen, corti e spezzati (4-12 mm di lunghezza), di aspetto distrofico, caratteristicamente sempre piu’ assottigliati andando dall’estremita’ distale (scura e rigonfia) verso il bulbo (assottigliato e decolorato), definiti “capelli a punto esclamativo”. Sono tipici dell’alopecia areata e conseguenza dell’alterato funzionamento delle cellule della matrice. L’asportazione, con pinzette, di questi capelli, è particolarmente agevole a causa della mancanza delle guaine di ancoraggio. Sia il tricogramma che il controllo microscopico dei capelli caduti in un lavaggio dimostrano un defluvio in anagen distrofico.

Per quanto riguarda l’eziopatogenesi sono stati, di volta in volta, chiamati in causa stati ansiosi, malattie endocrine, infettive etc anche se l’ipotesi che attualmente gode di maggior credito e’ quella di una patologia autoimmune verosimilmente scatenata da uno stato ansioso-depressivo. Secondo il parere di alcuni Autori, l’alopecia areata si determinerebbe quando un insulto forte porta ad un brusco arresto delle mitosi di tutti i capelli che in quel momento si trovano nella fase piu’ delicata della crescita e a massimo indice mitotico (sottofase anagen VI) con successiva caduta in anagen distrofico.

Istologicamente nella chiazza recente si osserva un infiltrato linfocitario prevalentemente perifollicolare e perivascolare, nella chiazza stabilizzata un follicolo distrofico (piccolo e atrofico) e in quella di vecchia data scomparsa dell’infiltrato perifollicolare e atrofia completa del follicolo (circondato da fasci collageni ispessiti ed anelastici). La preferenziale localizzazione al vertice puo’ essere spiegata tenendo conto che a questo livello l’anagen è piu’ lungo rispetto alle zone temporo-parieto-occipitali eccettuati i margini di inserzione; questo dato giustifica fra l’altro la scarsa tendenza autorisolutiva e gli spesso insoddisfacenti risultati della terapia delle alopecie di queste ultime zone (alopecia areata maligna od ofìasi).
Sempre per lo stesso motivo e’ rarissima una alopecia areata isolata di ciglia e sopracciglia (a causa della brevita’ dell’anagen) che e’ invece generalmente da porre in relazione con una tricotillomania. Come gia’ accennato, normalmente non e’ necessaria alcuna terapia dato che i capelli ricrescono da soli (spesso all’inizio bianchi per una discrepanza fra l’attivita’ mitotica del melanocita e quella del cheratinocita) in tempi variabili fra qualche settimana e qualche mese.

Nei casi piu’ refrattari possono essere utilizzate terapie locali con corticosteroidi per infiltrazione (rischio di atrofia), sostanze rubefacenti, fenolo, raggi ultravioletti, criomassaggi con neve carbonica etc, associate a terapie generali sia corticosteroidee (da riservare a casi selezionati) che psiconeurologiche (incluse quelle farmacologiche).
Riteniamo opportuno consigliare di affrontare il programma terapeutico senza attendere piu’ del necessario la “guarigione spontanea” perché, nel caso questa poi non si verifichi, stimolare la risposta follicolare, relativamente alle nostre esperienze, risulta piu’ difficile.
In casi non rari qualsiasi terapia risulta peraltro inefficace.

Calvizie.net mette a disposizione una intera sezione dedicata alla Alopecia Areata per approfondire questo argomento.

La diagnosi del tuo disturbo è, presumibilmente, di
“Dermatite Seborroica”

E’ un’affezione molto comune caratterizzata dalla presenza di squame giallastre e untuose che, a differenza della pitiriasi steatoide, si associano ad eritema del cuoio capelluto, a piccole formazioni crostose e a prurito spesso intenso. Sono spesso interessate anche altre zone, solchi naso-genieni, sopracciglia, ciglia, condotto auricolare esterno, regione retroauricolare, zona centrotoracica e margine d’inserzione frontale del cuoio capelluto (che interessando la cute della parte alta della fronte fino anche a più di un terzo, porta alla formazione della cosiddetta “corona seborroica”).

Nella dermatite seborroica, la cui causa è sconosciuta, l’incremento del Pityrosporum ovale è maggiore rispetto a quanto descritto per la forfora mentre la velocità di secrezione sebacea non è necessariamente aumentata e può, anzi, in taluni casi, essere diminuita. La composizione qualitativa del sebo è invece modificata: alla riduzione di trigliceridi, squalene e cere esterificate si contrappone l’aumento degli acidi grassi e del colesterolo (con conseguente formazione di prostaglandine – soprattutto PGE2 – attivazione del turn-over cellulare per attivazione dell’adenilciclasi di membrana, attivazione della glicolisi e infine incremento della moltiplicazione cellulare – in modo non dissimile da quanto presunto per la forfora – ).

Potrebbe trattarsi di una
“Alopecia Cicatriziale”

Le alopecie cicatriziali sono il led, il lichen, la pseudoarea di Brocq, le cicatrici.
Le alopecie cicatriziali non sono entità cliniche autonome, ma rappresentano l’esito fibrotico-cicatriziale di un gruppo eterogeneo di processi patologici che comportano la distruzione del follicolo pilifero. Tale patologia può interessare primitivamente il follicolo pilifero o la cute e l’esito finale è sempre la distruzione del follicolo pilosebaceo con alopecia definitiva. Compito del medico è porre una corretta diagnosi per evitare al paziente cure inutili o per instaurare prontamente una terapia corretta che, in molte di queste forme a carattere progressivo, potrà portare ad arresto dell’evoluzione alopecizzante. Quando il processo patologico sarà arrestato la terapia di queste forme diventerà chirurgica.

Forse il tuo problema è la“Tricotillomanìa”

Il termine indica un disturbo psico-neurotico in genere difficile da diagnosticare con certezza e ancora più difficile da fare accettare ai genitori del paziente. Si tratta per lo più di bambini che, più o meno coscientemente, prendono l’abitudine di attorcigliare e tirare i capelli con le dita. L’alopecia si manifesta preferibilmente nelle aree fronto-parietali con chiazze irregolari della grandezza di anche diversi centimetri, nelle quali i capelli sono in parte assenti ed in parte spezzati all’altezza di 2-3 mm (al di sotto di questa lunghezza non è infatti possibile afferrarli con le dita). Il cuoio capelluto appare indenne.

Se nell’area interessata vengono asportati i capelli superstiti si potrà osservare la completa assenza di quelli in fase telogen. Istologicamente, nei casi gravi, il follicolo può subire fratture nella continuità della matrice e distacco della guaina epiteliale esterna da quella connettivale con successive emorragie intra ed extra follicolari e riparazione più o meno completa con tessuto cicatriziale. Ciò determinerà, anche se lo stimolo cessa, la persistente impossibilità di produzione di un capello normale (tricomalacìa).

La terapia è di competenza medico-psichiatrica.

Probabilmente sei affeto da
“Aplasia Cutis Congenita”

Aplasia cutis congenita familiare

Trasmessa con carattere autosomico recessivo, è una alopecia cicatriziale in cui, per arresto di sviluppo nella vita fetale, mancano epidermide e/o ipoderma. Il cuoio capelluto presenta una o più lesioni ovalari o lineari. Da tenere separata dalla forma non familiare la cui causa sembrerebbe invece dover risalire ad un’aderenza tra la membrana amniotica e la cute fetale, un trauma o una infezione avvenuta durante la vita intrauterina.

Alopecia triangolare temporale

E’ una area di forma triangolare con cute normale glabra o con pochi peli vellus solitamente situata nella zona temporale o anche frontale. Talvolta sono associate altre malformazioni.


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