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Un’affermazione sfrontata: non basta lavorare sulla crescita dei capelli (parte I)

L'articolo scientifico mette a fuoco il ruolo che ricopre la papilla dermica all'interno di un mini-organo qual'è il follicolo pilifero, dal momento che è questa la "centralina" che regola i flussi di differenziazione cellulare che avvengono...
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Tra i diversi articoli di carattere scientifico che trattano i vari tipi di alopecia (calvizie) pubblicati di recente, vale la pena di segnalare un “punto di vista” della dr.ssa Claire Higgins e di un suo collaboratore, dal titolo “Un’affermazione  sfrontata*: gli attuali approcci per intervenire sulla miniaturizzazione si concentrano solo sul favorire la crescita dei capelli”. In pratica con questo articolo si fa il punto della situazione sulle ricerche e le cure attuali e sperimentali contro la calvizie e si fa notare che ci si concentra sopratutto sull’alterazione del ciclo del capello, prolungandone la crescita, o accorciando il periodo di caduta e di latenza, tutte azioni che non possono portare dei capelli vellus a tornare terminali, invertendo così il processo della calvizie. Gli autori propongono invece di puntare sull’ingrandimento della papilla dermica.

* “A Bald Statement”, letteralmente “un’affermazione calva”, perché “bald”  (con la “a”) significa “calvo”, ma suona come “bold” (con la “o”), che significa “audace, sfacciato, sfrontato”.

 

L’articolo scientifico mette a fuoco il ruolo che ricopre la papilla dermica all’interno di un mini-organo qual’è il follicolo pilifero, dal momento che è questa la “centralina” che regola i flussi di differenziazione cellulare che avvengono nelle soprastanti cellule epiteliali che stanno alla base della produzione del fusto dei capelli.

 

C’è completa evidenza, fa notare l’articolo, che le dimensioni del fusto del capello sono direttamente proporzionali a quelle della papilla dermica, ossia più cellule ha la papilla dermica e pertanto più è voluminosa, quanto più è spesso il fusto del pelo o capello che viene prodotto dal follicolo.

Proprio con il procedere della calvizie maschile si osserva a un rimpicciolimento della papilla dermica nei follicoli affetti.  Tuttavia, fanno notare i ricercatori britannici, i follicoli piliferi nel corso della vita (a partire dall’embrione), subiscono diverse trasformazioni in un senso o nell’altro, pertanto le varie transizioni da una situazione all’altra sono teoricamente sempre possibili.

Un esempio è quello della barba nei maschi che è costituita prima dell’età adulta proprio da invisibili vellus che con lo sviluppo diventano peli terminali spessi e ruvidi. Ma lo stesso vale per i peli pubici e delle ascelle sia nei maschi che nelle femmine e dai peli corporei nei maschi. In questi processi da vellus a peli terminali la papilla dermica si ingrandisce notevolmente.

Con la calvizie il numero di follicoli non varia (nel 90% dei casi), ma la miniaturizzazione fa credere che si siano persi i capelli, quando si sono solo ridotte le loro dimensioni. Anche il processo di miniaturizzazione, secondo gli autori, non avverrebbe con una lunga successione di cicli del capello, ma sarebbe più rapido (rendendosi evidente nel giro di 6 mesi-1 anno).

Attualmente c’è un certo consenso tra gli specialisti sul fatto che la miniaturizzazione del singolo follicolo pilifero possa verificarsi tra un ciclo e quello successivo e piuttosto si discute se questa avvenga per un problema nel  passaggio dall’anagen (fase di crescita) al catagen (fase di involuzione), oppure nel passaggio dal telogen (fase terminale) all’anagen o in entrambi i passaggi.

 

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Nell’omeostasi (follicolo che torna ad ogni ciclo alla sue dimensioni iniziali ) i flussi in entrata e in uscita tra papilla dermica e guaina dermica si equivalgono, si ha il processo di miniaturizzazione (capelli terminali che diventano vellus) quando i flussi di cellule dermiche sono sbilanciati con una perdita di cellule da parte della papilla dermica.

 

Dal tardo anagen al catagen c’è un flusso di cellule dalla papilla dermica verso la guaina dermica dove vanno incontro ad apoptosi (morte cellulare), mentre nel passaggio dal tardo telogen al primo anagen si ha un flusso opposto di cellule che dalla guaina dermica entrano nella papilla dermica la quale ha una propria attività di divisione cellulare, ma molto ridotta.

La miniaturizzazione da un ciclo a quello successivo sarebbe pertanto dovuta a un flusso di cellule in uscita dalla papilla dermica troppo grande o da un flusso in entrata troppo ridotto. Il maggiore flusso in uscita sarebbe dovuto alla perdita di molecole che hanno un ruolo nell’adesione cellulare, a cause meccaniche in cui è  coinvolta la papilla dermica o un tentativo della papilla dermica di ripopolare la guaina dermica che va in apoptosi con il catagen.

Il mancato afflusso di cellule dalla guaina alla papilla dermica con la transizione dal telogen all’anagen può essere dovuta all’incapacità delle cellule staminali dermiche di rifornire la papilla dermica, oppure dalla mancanza di segnali di adesione e aggregazione per l’allargamento da parte delle papilla.

Gli autori comunque ricordano che anche le strutture epiteliali, non solo quelle mesenchimali (dermiche), del follicolo sono coinvolte nella calvizie maschile, così come ci si interroga sul ruolo del  muscolo erettore del pelo il cui distacco e  la successiva sostituzione con tessuto adiposo nella calvizie comune non si sa se possa essere una causa oppure un effetto della stessa, anche se gli autori ritengono possa essere un effetto riportando uno studio recente.

CONTINUA (nel prossimo articolo)

 

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