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Lattoferrina e problemi di capelli

Dopo avere mostrato l'importanza della lattoferrina nel metabolismo del ferro, passiamo qui ad analizzare lo stretto rapporto esistente tra quest'ultimo e i diversi problemi di capelli, sia per quanto riguarda gli effluvi che per quanto riguarda le alopecie femminili e maschili. Si individua poi nella somministrazione di lattoferrina sublinguale la forma migliore per ottimizzarne l'assorbimento.

Correlazione fra telogen effluvium e deficienza di ferro:

Molteplici studi negli ultimi 15 anni hanno messo in evidenza la stretta correlazione che sussiste fra la deficienza di ferro, specificamente bassi livelli di ferritinemia, e la manifestazione di un effluvio in telogen [1,2,3,4,5,7].
Tale correlazione è stata maggiormente ricercata fra le donne, per lo più non in menopausa, che per motivi biologici (ciclo mestruale e parto) hanno più facilità ad andare incontro ad un deficit di tale elemento.

In cosa si traduce una deficienza di ferro per le cellule che costituiscono i follicoli?

Gli effetti deleteri di una deficienza di ferro sono parzialmente dovuti ad un alterato trasporto di ossigeno ai tessuti e ad una deficienza di composti contenenti ferro.
A tal punto i livelli di ferro e ferritina incidono sull’ossigenazione dei tessuti che negli anni ’60 Hobbs suggerì che il range di emoglobina nella donna non era fisiologico ed una terapia per innalzare il ferro sarebbe da instaurarsi in tutte le donne con livelli di emoglobina < 136 g/L ( mentre l’attuale limite inferiore è 120 g/L) [3].
Un chiaro esempio deriva dalle cellule della matrice del follicolo, che nell’organismo fanno parte di quelle popolazioni cellulari caratterizzate da una più rapida proliferazione.
A livello cellulare, i livelli di ferritina sono maggiori nelle cellule non in divisione, come le cellule staminali e le cellule completamente differenziate, mentre le cellule a più rapida proliferazione presentano bassi livelli di ferritina e più alti livelli di ferro libero (Larsson et al, 1988; Beaumont et al, 1989; Liau et al, 1991;Vet et al, 1997;Wu et al, 1999).
E’ quindi bene che per quest’ultimo tipo di cellule le riserve di ferro siano sempre presenti in abbondanza.
Altri meccanismi implicati in una possibile correlazione fra metabolismo del ferro e caduta di capelli possono essere rappresentati dalla richiesta di tale elemento come cofattore per enzimi che rappresentano tappe limitanti per la sintesi del DNA (Elledge et al,1992).

Livelli di ferritina nell’uomo e nella donna: correlazione con la fisiologia del ciclo follicolare

Tale è l’importanza dei livelli di ferritina nella donna che ne viene consigliata la normalizzazione prima della selezione delle pazienti per l’arruolamento ad uno studio clinico che prevede la valutazione d’efficacia di una certa terapia, onde evitare un errore di tipo II (concludendo che una terapia non sia utile quando in realtà lo sarebbe stata) [2].
Uno studio condotto su di un vasto campione di popolazione, 5110 donne, ha riscontrato che il 23% delle donne non in menopausa presentava livelli di ferritina < 15 ng/ml, mentre il 57% presentava livelli di ferritina < 40 ng/ml. Nelle donne non in menopausa con ferritina < 40 ng/ml o < 15 ng/ml la caduta di capelli reputata eccessiva era significativamente più frequente che nelle donne con valori di ferritina >70 ng/ml [4].
Alla luce di un recente lavoro di Park et al. è emerso che valori inferiori ai 70 ng/ml di ferritina possono presentare una correlazione con alterazioni del ciclo follicolare anche in una certa percentuale (nello studio si è stimato il 20%) di pazienti di sesso maschile [7].

La sintesi dell'epcidina

Omeostasi del ferro ed influenza sulla vitamina D

Un’altra implicazione importante deriva dal fatto che i livelli di ferro influenzano l’assorbimento delle sostanze liposolubili come la vitamina D. Avere quindi corretti livelli di ferro e ferritina porta ad un miglior assimilazione di una vitamina che anch’essa riveste un ruolo di primaria importanza nell’innesco degli effluvi e di conseguenza nella regolazione del ciclo follicolare [5,6].

L’epcidina: un nuovo target terapeutico per la regolazione dell’omeostasi del ferro

L’epcidina è un ormone peptidico composto da 25 amminoacidi che inibisce l’entrata del ferro nel compartimento plasmatico. La sua produzione è regolata dal ferro, in modo tale che più epcidina viene prodotta dagli epatociti (produttori predominanti di questo ormone) quando il ferro è abbondante, limitando un ulteriore assorbimento di ferro e rilascio dai depositi. Quando il ferro è carente, gli epatociti producono meno epcidina o non ne producono affatto.
Il blocco dell’efflusso di ferro nel plasma dai macrofagi, epatociti ed enterociti indotto dall’epcidina, spiega come l’epcidina causi ipoferremia, non appena la piccola riserva di ferro plasmatico viene rapidamente esaurita dal consumo di ferro, prevalentemente dovuto alla sintesi di emoglobina da parte dei precursori degli eritrociti.
L’epcidina inibisce l’efflusso di ferro legandosi direttamente alla ferroportina, presumibilmente inducendo un cambiamento conformazionale ed innescando l’endocitosi di entrambe le molecole, con conseguente degradazione lisosomiale.
La sintesi di epcidina da parte degli epatociti è trascrizionalmente regolata dall’IL-6, dall’IL-1 beta, ed altre citochine così come dal lipopolisaccaride.
La produzione di epcidina da parte dei macrofagi per controllare la disponibilità locale di ferro è un fenomeno che potrebbe essere di rilievo in patologie caratterizzate da un’infiammazione di basso grado, come l’obesità, il diabete e la sindrome metabolica [8,12].

Trattamento dell’ipoferritinemia nel paziente tricologico

La lattoferrina, specificamente in forma sublinguale (Subferrina), agisce miratamente sulla riduzione dei livelli di epcidina portando così ad una normalizzazione dell’esporto di ferro dalla cellula al torrente circolatorio tramite la ferroportina [9,10].
Subferrina essendo caratterizzata da una forma farmaceutica sublinguale garantisce una standardizzazione dei risultati poiché i fitati introdotti tramite la dieta non vanno ad interferire con il suo metabolismo [13] A differenza del ferro solfato e del ferro fumarato Subferrina è in grado di migliorare non solo sideremia e ferritina, ma anche parametri ematologici quali ematocrito ed emoglobina [9,10] Altra nota, non meno importante, è l’assenza di effetti collaterali che Subferrina presenta rispetto ad altri trattamenti impiegati per la normalizzazione dei livelli di ferritina, la cui incidenza va a interferire con la continuatività nel tempo che tali terapie richiedono [10].
La lattoferrina sembra infine avere proprietà stimolatorie sulla papilla dermica, ed è stata assimilata ad un fattore di crescita che porta trofismo al follicolo [11].

Bigliografia:
1) Examining the Etiology Telogen Effluvium in Pre- and Postmenopausal Women: A Chart Review Study,” European Hair Research Society (conference abstract, www.ehrs.org) 2001

2) KANTOR, Jonathan, et al. Decreased serum ferritin is associated with alopecia in women. Journal of Investigative Dermatology, 2003, 121.5: 985-988.
3) RUSHTON, D. Decreased Serum ferritin and Alopecia in Women. Journal of Investigative Dermatology (2003) 121, xvii–xviii; doi:10.1046/j.1523-1747.2003.12581.x
4) DELOCHE, Claire, et al. Low iron stores: a risk factor for excessive hair loss in non-menopausal women. European Journal of Dermatology, 2007, 17.6: 507-512.
5) RASHEED, H., et al. Serum ferritin and vitamin d in female hair loss: do they play a role?. Skin pharmacology and physiology, 2013, 26.2: 101-107.
6) HELDENBERG, Dov; TENENBAUM, Gershon; WEISMAN, Yosef. Effect of iron on serum 25-hydroxyvitamin D and 24, 25-dihydroxyvitamin D concentrations. The American journal of clinical nutrition, 1992, 56.3: 533-536.
7) PARK, Song Youn, et al. Iron plays a certain role in patterned hair loss. Journal of Korean medical science, 2013, 28.6: 934-938.
8) GANZ, Tomas; NEMETH, Elizabeta. Hepcidin and iron homeostasis. Biochimica et Biophysica Acta (BBA)-Molecular Cell Research, 2012, 1823.9: 1434-1443.
9) PAESANO, R., et al. Lactoferrin efficacy versus ferrous sulfate in curing iron disorders in pregnant and non-pregnant women. International journal of immunopathology and pharmacology, 2010, 23.2: 577-587.
10) REZK, Mohamed, et al. Lactoferrin versus ferrous sulphate for the treatment of iron deficiency anemia during pregnancy: a randomized clinical trial. The Journal of Maternal-Fetal & Neonatal Medicine, 2015, ahead-of-print: 1-4.
11) HUANG, H., et al. Lactoferrin Promotes Hair Growth and Enhances Dermal Papilla Cell Proliferation. Journal of Investigative Dermatology (2012) 132, S104–S110. doi:10.1038/jid.2012.304
12) CAMASCHELLA, Clara. Iron and hepcidin: a story of recycling and balance. ASH Education Program Book, 2013, 2013.1: 1-8.
13) Phytate – an undesiderable constituent of plant-based food? Greiner R, Konietzny U, Jany K-D; Journal fur Ernahrungsmedizin 2006; (8) 3, 18-28)

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